Salta la ripresa degli allenamenti della Paganese. Ieri pomeriggio, i cancelli dello stadio “Giovanni Vastola” sono restati ermeticamente chiusi. Ancora sconosciute le cause che hanno fatto saltare l’allenamento di inizio settimana. A memoria d’uomo, l’ultima volta che la squadra non si è allenata risale a metà degli anni novanta, quando la Paganese navigava tra i meandri dei campionati regionali.
Una situazione che rende ancor di più difficile, l’attuale momento della squadra reduce da due mesi non proprio brillanti che hanno fatto scivolare la squadra di Novelli a meno nove dalla capolista Sarnese. Il pareggio di domenica scorsa, al Torre, contro l’Ossesse pare abbia decretato la fine del rapporto con l’allenatore salernitano dopo 16 mesi di matrimonio, culminati con la vittoria dei play off lo scorso campionato e con un inizio di campionato a dir poco disastroso. Si sa, nel calcio, quando i risultati non arrivano, il primo a pagare le colpe è l’allenatore. Ma, dati alla mano, mister Novelli, in questo momento sembra essere il meno colpevole di una situazione di classifica non consona alle ambizioni della società.
Sul banco degli imputati, così, come ammesso anche dal diesse Bocchetti, domenica sera in sala stampa al termine della gara contro i sardi, le colpe vanno ripartite insieme a società, tecnico, squadra e allo stesso direttore sportivo, il quale ha dichiarato che “ al momento, siamo tutti sotto esame me compreso “ anche se poi, per bocca del dirigente Marrazzo, presente con l’operatore di mercato azzurrostellato, il diesse ha incassato nuovamente le fiducia della società per il suo operato. Dunque, a finire nella scure societaria, tecnico e squadra. Se il tecnico è stato sollevato dall’incarico, domenica sera, ora, tocca alla squadra dimostrare di non meritare l’attuale classifica e di risalire la china, con lavoro impegno e dedizione. Ma, la domanda è lecito farla. Che senso ha a questo punto della stagione cambiare l’allenatore? Se cambiare equivale a prendere un giovane ed a continuare su questa scia? Meglio continuare con Novelli e ridimensionare il progetto tecnico magari privandoci di qualche senatore che non ha reso secondo le aspettative di società, diesse e soprattutto dell’allenatore che ne aveva avallato l’ingaggio.
Dare una nuova impronta tecnico – tattica alla squadra equivale a perdere ulteriore tempo e terreno per una squadra che già naviga in acque poco tranquille. Anche i tifosi azzurrostellati hanno manifestato il loro disappunto per il cammino della squadra decisamente al di sotto delle aspettative estive. Uno striscione eloquente e dai toni duri e decisi, campeggiava in Curva Nord già prima della gara con l’Ossese. Chi non se la sente di vestire la maglia della Paganese può anche alzare i tacchi e fare le valigie. In effetti, a venire meno in quest’ultimi due mesi sono stati alcuni senatori della squadra che con le loro prestazioni e altri con comportamenti non proprio consoni a dei professionisti, hanno reso al di sotto delle loro reali potenzialità. Un aspetto che certamente avrà fatto infuriare non solo la società ma anche e soprattutto la tifoseria che domenica scorsa, ha addirittura voltato le spalle alla squadra al termine della partita come disappunto ad una prestazione non confacente ad una squadra con ambizioni di vittoria. Il dado più sconfortante è quello che nelle ultime tre domeniche, contro tre neopromosse, la Paganese ha racimolato un solo punto e due sconfitte.
Intanto, per la sostituzione di Novelli, è testa a testa tra due ex azzurrostellati, Mariano Stendardo e Ledian Memushaj. Il primo ha solo esperienze di Settore Giovanile con Cavese e Casertana. Il secondo, invece dopo aver fatto da secondo a Di Biagio in Albania, ha guidato già la Primavera del Pescara con i vari Di Biagio e Isufi e con lo stesso Bocchetti direttore sportivo e quest’anno aveva iniziato il suo cammino professionale ad Altamura in C1, poi esonerato. A conclusione, un inciso che poco ha a che fare con lo sport e soprattutto con il calcio giocato. Doveroso da parte mia “ ringraziare” un pseudo tifoso azzurrostellato, il cosiddetto “ Leone da tastiera” che nella serata di lunedì sera si è divertito a denigrarmi. A prescindere che non è mio costume rispondere a gente cerebrolesa, (con doveroso affetto per chi soffre di questa malattia e mi scuso con loro) se paragono un essere invertebrato con un profilo fake. A me non dispiace essere chiamato giornalaio. E’ un lavoro onesto e credo pure remunerativo, ma ciò che mi ha fatto più male è stata la cattiveria gratuita ai danni di un giovane collega fotoreporter, accusato di gufare i colori azzurrostellati.
Al “ signorino” che si è tanto divertito, comunico che suo malgrado dovrò sopportare questo “ giornalaio” ancora per molto e prima di correggere gli altri, imparasse lui a distinguere il verbo avere da una preposizione semplice. TANTO TI DOVEVO!!
Carmine Torino
