LND, Sibilia: "Se chiuderemo i campionati entro il 30 giugno sarà un miracolo. A costo di..."

18.03.2020 11:30 di Massimiliano Fina Twitter:    Vedi letture
LND, Sibilia: "Se chiuderemo i campionati entro il 30 giugno sarà un miracolo. A costo di..."

Sulle colonne de Il Mattino ancora una volta, Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e vicepresidente della FIGC ha detto la sua, sul possibile recupero dei vari campionati:

Non abbiamo rincorso gli eventi, bensì li abbiamo anticipati. Siamo stati i primi a sospendere le attività dal 23 febbraio, cancellando oltre 2mila partite in Lombardia e parte del Veneto per le categorie inferiori e 4 gironi della D.

Adesso è necessario portare avanti le indicazioni delle autorità competenti in attesa che la situazione migliori e ognuno è chiamato a fare la propria parte. Poi quando la diffusione del Covid-19 sarà solo un brutto ricordo, bisogna riprendere a giocare a calcio. Pensate che solo la federazione dilettantistica che rappresento, ogni anno organizza dalle 550mila alle 600mila partite. In D annoveriamo club blasonati, grandi piazze (Palermo, Messina, Foggia, Taranto, Brindisi, Grosseto, Lucca, Prato, Mantova, Forlì, Campobasso, Chieti, Sassari, Latina, ndr) e piccoli borghi. A costo di scendere in campo ogni tre giorni, occorre fare in modo di ricominciare e concludere la stagione agonistica. In sport americani come Nba ed hockey due gare alla settimana sono la regola, non vedo perché da noi non possa essere applicata in via del tutto eccezionale. Quando c'è un imprevisto, di solito ci si adatta. Ed è quel che faremo, se necessario andando anche oltre la deadline del 30 giugno.

Per noi della Lnd c'è anche la questione under che non va trascurata, perché dal primo luglio in linea teorica c'è lo scatto di un anno per il loro inquadramento. Ma un modo per completare la stagione lo troveremo, a tutti i livelli. È la soluzione migliore ci permetterebbe di evitare strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, interpretazioni della normativa, ricorsi e altri inutili strascichi. Quando a parlare è il campo, non c'è altra voce che tenga”.