La perfezione esiste ed è un qualcosa che ha a che fare con una squadra vestita di rosanero

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22.10.2019 10:00 di Marco Piccinni   Vedi letture
La perfezione esiste ed è un qualcosa che ha a che fare con una squadra vestita di rosanero

Cosa ci faccia in Serie D una realtà come Palermo, resta e resterà ancora a lungo un mistero di difficile risoluzione. Un contesto del genere nobilita una categoria che vive di tante situazioni tristi e paradossali ed è più che doveroso augurarsi, che nell'olimpo del dilettantismo, i rosanero siano solo rapidamente di passaggio. E sarà molto difficile che la transizione delle Aquile in Quarta Serie non sia rapida e soprattutto trionfale. Otto vittorie in altrettante gare disputate, sono un viatico più che positivo e non sono di certo un ruolino concretizzabile per puro 'caso'. Sono, al contrario, il risultato di un lavoro quotidiano, certosino e quasi maniacale, di un gruppo che in due mesi si è cementato come di solito accade (e non sempre) dopo molto più tempo. Tutti i componenti dell'organico rosanero, stanno remando nella stessa direzione sin dal primo giorno di ritiro a Petralia Sottana. Tutti; anche gli atleti meno impiegati e apparentemente ai margini del progetto tecnico di quest'anno. C'è armonia, c'è unità di intenti, c'è la consapevolezza di quanto oneroso sia indossare questa maglia così 'pesante' e di quanto, allo stesso tempo, sia un privilegio poterla onorare. Gli abbracci dispensati dalla squadra e dagli uomini dei vari Staff ad ogni singolo gol realizzato, ad ogni vittoria centrata, sono la dimostrazione plastica di quanto bene si stia facendo e di quanta serenità regni in seno al sodalizio palermitano.
Non si possono disconoscere i meriti di chi, questa squadra, l'ha allestita con sapienza e competenza, non si può non esaltare il lavoro dei Direttori Sagramola e Castagnini, come anche quello dei Presidenti Mirri e Di Piazza, scesi in campo nel momento più drammatico della storia recente di questa Società, per rifondare e ripartire da zero con un concetto focale a caratterizzare l'intero progetto: la 'palermitanità'. È stato proprio questo lo slogan della nuova dirigenza, sin dal giorno del relativo insediamento. È stato il leitmotiv di tutto il precampionato, nonché l'ideale incarnato da tutti i tifosi rosanero; dai 10446 abbonati, dagli oltre 19mila presenti ieri al "Barbera" e da un milione e mezzo di palermitani sparsi per lo stivale. Mai si è vista così tanta appartenenza, mai ci si è sentiti rappresentati e vicini alla squadra come accaduto in questi due mesi. Ed è tutto un crescendo, con Mister Pergolizzi, nato e cresciuto a Palermo, bravissimo a tenere sempre i suoi ragazzi sul pezzo, senza distrazioni, senza cali di tensione. Non vuol sentir parlare di campionato chiuso o di squadra senza avversari; da navigato uomo di Calcio è perfettamente consapevole che le insidie siano dietro l'angolo e che il calendario presto metterà la sua squadra di fronte alle compagini più ostiche ed attrezzate. Ci saranno a breve impegni ancor più probanti degli otto sin qui affrontati, con le Aquile che dovranno fronteggiare formazioni ambiziose e competitive come Savoia, Acireale, Giugliano, ACR Messina e Troina. Senza nulla togliere alle formazioni già battute nelle prime otto, ma è giusto ammettere che gli impegni più difficoltosi saranno quelli dei mesi di Novembre e Dicembre e che solo alla fine del Girone d'Andata, tra due mesi esatti, si potranno stilare i primi bilanci e le prime valutazioni attendibili. Nulla di che preoccuparsi, però; gli ostacoli da sormontare e i momenti difficili da affrontare ci saranno indubbiamente, perché sta nella logica delle cose ed è fisiologico un momento di calo e flessione per qualunque Club al mondo. Ma con questo atteggiamento, con l'umiltà e l'abnegazione che stanno distinguendo una squadra dai valori tecnici ed umani indiscutibili, si andrà molto lontano. Il sogno di tornare tra i Professionisti dopo appena un anno di 'purgatorio', è un qualcosa di realizzabile, perché questo Palermo è composto da uomini veri e da Calciatori di primo livello e con determinate premesse non ci potrà essere flessione che tenga; la rotta verso un orizzonte di gloria non potrà costituire un miraggio, ma un traguardo lì, a portata di mano, a rischiararsi in un cielo sempre più...rosanero.