ESCLUSIVA TSD - Intervista ad Adriano Ferreira Pinto, l'uomo in più del Ponte San Pietro

08.10.2019 22:45 di Andrea Zedda Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA TSD - Intervista ad Adriano Ferreira Pinto, l'uomo in più del Ponte San Pietro

Coloro i quali domenica avessero scorto in distinta a fianco al suo nome il numero '79 non sono incappati in un'illusione ottica o in un errore di stampa. Quel numero, tanto lontano dagli anni dei tanti figli dei '90 presenti, è l'anno di nascita di Ferreira Pinto, attaccante del Ponte San Pietro, ex bomber di Lecce, Varese, Perugia, Lanciano, Cesena e Atalanta. Mai e poi e mai la parola "anziano", e tutti i suoi amici sinonimi, verranno accostati al suo nome. Adriano Ferreira Pinto è stato l'uomo in più del Ponte San Pietro. Classe, esperienza e tanta voglia ancora di giocare, hanno allontanato ogni pensiero di coloro i quali avessero dubitato della sua condizione atletica, ottima e per nulla in contrasto con quella dei suoi avversari e compagni. Intervenuto in esclusiva a TuttoSerieD l'attaccante brasiliano ha parlato dell'avvio di stagione dei bergamaschi, spaziando dal rendimento personale e di squadra ai temi più a cuore degli appassionati al calcio dilettantistico. 

Pinto, come giudica l'avvio del Ponte San Pietro?

«Siamo partiti un po' in sordina ma stiamo comunque recuperando i punti persi. Rapportando il nostro percorso al valore tecnico della nostra squadra, l'avvio può essere considerato positivo. Dispiace aver perso così tanti punti per strada, abbiamo subito due sconfitte a tempo scaduto. La gara con la Folgore Caratese non potevamo sbagliarla, abbiamo messo in atto un'ottima prestazione e portato a casa il bottino pieno. In questo girone c'è molto equilibrio tra le varie squadre, tutte possono giocarsi la vittoria contro ogni avversario»

Nell'ultima gara contro la Folgore Caratese hai messo in mostra una forma fisica invidiabile, qual è il tuo segreto?

«Sebbene gli anni passino, la mia voglia di giocare è quella di sempre. Lo devo alla mia famiglia, a mia moglie e ai miei due figli. Quando torno a casa i miei piccoli mi danno sempre i voti. La forma fisica è merito del mio preparatore atletico Matteo Colleoni, uno che non molla mai. È stato un avvio un po' difficile, ho recuperato da un infortunio e giocato le prime due partite da titolare. I due gol contro la Folgore Caratese sono dedicato ad Agostino, mio grande amico e tifoso»

Negli anni passati la Serie D era un campionato in cui i calciatori venivano a fare le ultime sgambate, oggi è cambiata ed è un'occasione per i giovani.

«Il calcio è sicuramente cambiato. La Serie D è un'occasione per i giovani che si vogliono mettere in mostra. È giusto che alcuni giocatori dopo che raggiungono una certa età lascino spazio a chi vuole emergere. Ciò che andrebbe rivisto è la normativa che riguarda i famosi quattro giovani. Molte volte i giocatori vengono impiegati solo perché obbligati dalla normativa, sarebbe giusto che a giocare fosse chi lo merita non chi deve per colpa di una regola. Si potrebbe prendere esempio dalla Serie C, in cui le squadre che fanno giocare i giovani godono di un incentivo economico. In Serie D la squadra più giovane riceve un premio a fine anno, ma non penso basti. È una regola che va rivista»