Damiano Tommasi (Pres. A.I.C.), unico realista tra tanti irresponsabili: "Coronavirus fenomeno in continua crescita in tutto il mondo, la ripresa è ancora molto lontana..."

22.03.2020 21:00 di Marco Piccinni   Vedi letture
Damiano Tommasi, Pres. A.I.C.
Damiano Tommasi, Pres. A.I.C.

All'interno di un'intervista rilasciata a "Il Messaggero", il Presidente dell'Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi, ha espresso la propria ferma opinione rispetto al protrarsi del blocco della Stagione calcistica, a causa della pandemia dovuta al Coronavirus.

Queste le parole del 45enne ex centrocampista di Roma ed Hellas Verona:

"Nel Nord Italia, ma non solo, il fenomeno Coronavirus è in continua crescita, così come nel resto d’Europa e temo che tutte le date ipotizzate per la ripresa della Stagione verranno disattese. Era giusto dare un orizzonte temporaneo, come una sorta di forma di ottimismo. Ci stava assolutamente. Ma c’è molta strada da fare, ancora.
All’inizio sembrava che il fenomeno riguardasse solo la zona della bassa Lombardia, poi si è trasferito a Brescia, a Bergamo e pian piano, a macchia d'olio, in tutta la nazione. La diffusione è tutt'ora imprevedibile, non sappiamo cosa succederà, specie nel Sud Italia. La logica ci dice che dobbiamo comportarci bene, con senso di responsabilità e rigore. Non si tratta di essere catastrofisti o meno, cerchiamo solo di essere realisti. Ricominceremo, ma solo quando sussisteranno tutte le condizioni per farlo in totale sicurezza. Laddove servisse, rispetteremo misure ancora più severe. Ma allo stato attuale, l'orizzonte appare lontanissimo.
Tra le varie attività che svolgo, c’è anche quella di Dirigente Scolastico. Qui nel veronese, si sta valutando di portare a termine l’anno solo attraverso una didattica domestica. Questo significa che se un paese chiude le scuole di ogni ordine e grado sino a Giugno compreso, non possiamo di certo pensare che possano al contrario andare avanti altre attività, come ad esempio lo Sport. Sarebbe un lusso che non potremmo mai permetterci.
Giocare tra il 7 e l'8 Marzo è stato un grave errore. Io ho cercato di farlo capire subito, il 7, quando ho chiesto lo stop immediato alla F.I.G.C. e mi è stato detto di No. Il giorno dopo ci abbiamo provato sin dalla mattina, ma senza nessun esito. La prossima volta il Governo spero non faccia scegliere chi evidentemente non sa scegliere. E quindi, se si tornerà in campo, lo si farà nella massima sicurezza. Un qualcosa che, ripeto, in questo momento, è ben lontano dal concretizzarsi".