Caratese, lo sfogo di Criscitiello dopo la squalifica: ''Le prove e i fatti valgono più delle parole. Per alcuni è facile riportare notizie a metà"

04.03.2021 16:06 di Orazio Accomando Twitter:    Vedi letture
Caratese, lo sfogo di Criscitiello dopo la squalifica: ''Le prove e i fatti valgono più delle parole. Per alcuni è facile riportare notizie a metà"
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E' un duro sfogo quello di Michele Criscitiello, presidente della Folgore Caratese e CEO di Sportitalia, il giorno dopo la squalifica subita dopo i fatti di domenica tra Folgore Caratese e Bra (leggi qui: https://www.tuttoseried.com/primo-piano/bufera-a-carate-brianza-frase-razzista-dell-arbitro-alla-base-dell-ira-dei-dirigenti-18021). Il presidente del club brianzolo, attraverso il proprio profilo Instagram, ha voluto ribadire la sua verità, con tanto di foto e video, già in possesso della Lega Nazionale Dilettanti.

"Ho sempre preferito i fatti alle chiacchiere - ha scritto Criscitiello - e anche questa volta porto le prove che la Lega Dilettanti ha già in possesso da ieri. Quanto scritto nel referto da questo ragazzo (Marco Di Loreto - arbitro di 26 anni) è una ricostruzione smentita dai fatti. Foto 1) davanti al suo spogliatoio ha preteso la presenza fissa di un carabiniere. Ciò conferma che non era neanche possibile avvicinarsi. Altro che calci. 2) video di quando esce fino a quando entra in auto. Per fortuna faccio un mestiere dove le prove sono tutto e io ho documentato. Mentre filmo non mi avvicino neanche. Inoltre c’è il verbale dei carabinieri dove c’è scritto “nulla è accaduto”. Il giudice sportivo non indaga, riporta quanto scritto dall’arbitro. La Procura Federale, invece, indagherà su presunte frasi razziste di questo signore ad un nostro tesserato. Il mio obiettivo è la sua radiazione. Confermo invece di avergli detto “stai facendo il fenomeno” e “sei un incapace”. Tutto ciò quando usciva dal campo, non dopo. Noto, invece, con piacere - prosegue Criscitiello - che a riportare la notizia, a metà, siano i soliti siti (guarda caso il corriere della sera GRUPPO RCS) o ex giornalisti televisivi che con me hanno perso una causa al Tribunale di Roma con la società in liquidazione e attendo ancora i 90.000€. Sono sempre fatti. Non chiacchiere. Il calcio lo vivo con passione e sangue caldo ma le false ricostruzioni non le tollero".

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