Verbania, l'onestà intellettuale del Presidente Fortis: "Niente alibi, classifica meritata. Prendiamo coscienza di limiti e responsabilità"

29.05.2020 14:00 di Marco Piccinni   Vedi letture
Andrea Fortis, Pres. Verbania
Andrea Fortis, Pres. Verbania

Ha fatto enorme scalpore la decisione del Verbania Calcio di non aderire al gruppo nato nei giorni scorsi, denominato "Serie D, Salviamoci". Delle 36 Società condannate alla retrocessione in Eccellenza a seguito delle recenti determinazioni della LND, sono 31 le realtà unitesi in protesta e coalizzatesi al fine di porre in essere determinate iniziative a tutela dei rispettivi diritti. Tra le Società che hanno scelto di chiamarsi fuori da questo "disegno" c'è anche il Club biancocerchiato piemontese che, tra l'altro, ha disputato una gara in meno rispetto a tutte le altre formazioni collocate nella parte bassa della classifica nel Girone A di Quarta Serie e avrebbe probabilmente ancor più motivo per ritenersi penalizzato da uno scenario di questo tipo.
La volontà societaria di non unirsi alla protesta comune montata nei giorni scorsi, non è stata digerita da gran parte della tifoseria e neppure da alcuni tesserati verbanesi, ma a chiarire la posizione del Verbania con grande puntualità ed apprezzabile onestà intellettuale è intervenuto il Presidente Andrea Fortis.
Il numero uno del Club biancocerchiato si è espresso in maniera eloquente, denigrando con fermezza ogni aspetto collegabile alla "cultura del lamento" prettamente italica, esponendosi anche relativamente al futuro della squadra piemontese e del tecnico Luca Porcu, così come riportato dai colleghi de "I Am Calcio - Verbano-Cusio-Ossola".

"La posizione del Verbania in questo momento è molto semplice da spiegare. Innanzitutto è giusto sgombrare il campo da ogni possibile alibi, dicendo che se ci troviamo in questa posizione di classifica è perché in qualche modo ce lo siamo meritato, quindi riteniamo che non sia giusto cercare il pretesto della protesta contro le istituzioni calcistiche per mascherare quelli che sono stati risultati sportivi non sufficienti per mantenere la categoria. E' vero che ci manca una partita, ma oggettivamente avremmo dovuto giocare contro la quarta in classifica per cui mettere in cantiere un'eventuale sconfitta non sarebbe così campato per aria. Mettersi a protestare in questo momento serve più a nascondere le proprie responsabilità delle quali, invece, soprattutto a livello dirigenziale, bisogna prendere coscienza. C'è un secondo punto però che riguarda questo momento straordinario che stiamo vivendo e che porta con sé delle decisioni altrettanto straordinarie: il fatto di accettarle in qualche modo significa anche non accodarsi ad una cultura del lamento che è tipica italiana. Bisogna imparare a non lamentarsi perché quando le cose vanno male la strada da seguire è quella di rimboccarsi le maniche per ripartire, fermo restando che riteniamo comunque che il Verbania abbia subito un'ingiustizia clamorosa, senza aver avuto neanche la possibilità di rimettersi al pari con le altre squadre rispetto alle gare giocate e che quanto meno si fosse tenuto conto di questa evidente disparità.
Ad ogni modo, al momento si tratta di una semplice richiesta non ancora ratificata e che quindi potrebbe essere passibile di ulteriori modifiche. E' una situazione molto fluida quella che stiamo vivendo, in cui diventa difficile prendere una posizione, anche se riteniamo che la strada intrapresa della Lega Nazionale Dilettanti non sia la più corretta e potrebbe esserci ancora lo spazio per rivedere questa posizione. Sull'eventuale ripescaggio c'è da fare un discorso più approfondito perché quello che manca in questo momento non è sapere a quale categoria si parteciperà nella prossima stagione ma conoscere quali saranno le condizioni in cui il prossimo campionato verrà giocato; il Verbania è una società che fa del proprio pubblico che viene allo stadio a vedere le partite una voce di ricavo molto importante, per cui dovrà sapere prima di cominciare la stagione se si giocherà a porte aperte o a porte chiuse perché questo diventerà uno degli spartiacque che determineranno la decisione di accettare o meno un eventuale ripescaggio. Non è nostra abitudine cominciare una stagione senza sapere esattamente se riusciremo a far fronte a tutti gli impegni che ci assumeremo e non lo faremo neanche nel prossimo futuro.
Il futuro di Mister Luca Porcu? Ovviamente di queste cose non abbiamo ancora parlato, per cui molto dipenderà anche dalle decisioni degli altri membri del Consiglio Direttivo e dalla volontà stessa dell'allenatore. Se la scelta dipendesse da me Mister Porcu sarebbe sicuramente confermato perché gli abbiamo dato fiducia lo scorso anno e non vedo perché questa fiducia dovrebbe essere ritirata nella programmazione della nuova stagione. Non dipende dunque solamente da me, ma io mi spenderò affinché lui rimanga l'allenatore del Verbania anche nella prossima stagione".