Palermo, Sforzini: "A stare dietro ai media si diventa pazzi. Sono in debito con i tifosi. Rispettiamo il Savoia, ma noi siamo il Palermo..."

23.01.2020 23:15 di Marco Piccinni   Vedi letture
Ferdinando Sforzini
Ferdinando Sforzini

Puntuale, determinato, mai banale e con le idee chiarissime; Ferdinando Sforzini, centravanti del Palermo capolista nel Girone I di Serie D, si racconta sulle colonne del "Corriere dello Sport", affrontando vari temi caldi, a cominciare dalla sua idea riguardo alle pressioni abnormi che avvolgono l’ambiente rosanero.

Questi, i passaggi principali dell’intervista rilasciata dal classe '84, il candidato numero uno a sostituire sin dal primo minuto della prossima gara, l’infortunato Giovanni Ricciardo.

"La pressione sulla nostra squadra è grande ed è innegabile che ci sia. Ma per lo più è alimentata da coloro i quali si alzano la mattina e diventano blogger, giornalisti e scrivono del Palermo e di altro che riguarda noi. Se si dovesse correre dietro a tutti i media, si impazzirebbe. La D a Palermo comporta ovvie preoccupazioni, ma siamo pagati anche per sopperire a queste cose.
A livello personale sono convinto di vivere una fase positiva. Spero di ritagliarmi il mio spazio, anche perché ho un debito con Palermo.
Riguardo al Campionato, noi stiamo facendo il nostro percorso, sapendo di avere alle spalle un Savoia che è senza dubbio una delle squadre più esperte della Categoria e noi lo rispettiamo profondamente.
In merito alle varie polemiche che impazzano ultimamente, non intendo rispondere affatto, anche perché non mi interessa nulla che non sia strettamente legato al campo. Abbiamo il dovere di rimanere concentrati sul nostro Campionato, senza guardare gli altri. Contro il Marina di Ragusa non sarà una passeggiata, dunque bisognerà metterci ancora più agonismo e cattiveria, rispetto a quanto ne si metta di solito. Con le qualità che abbiamo, non ho dubbi che la differenza di valori, alla lunga, verrà fuori. Sento Palermo come casa mia e ho una voglia matta di ripagare i tifosi rosanero del loro affetto, a suon di gol".