Latte Dolce Sassari, mister Udassi: "Ci vuole fame di arrivare"

28.06.2020 19:00 di Stefano Scarpetti   Vedi letture
Stefano Udassi
Stefano Udassi

Nei giorni scorsi il Latte Dolce Sassari, attraverso il proprio sito ufficiale ha confermato Stefano Udassi nel ruolo di tecnico. Ecco le sue dichiarazioni, che si proiettano verso il futuro, con la volonta di alzare l'asticella:
"Orgoglioso di essere parte di questo progetto: ringrazio per la fiducia, non vedo l'ora di ricominciare e dico che la cultura del lavoro è ciò che premia". Stefano Udassi, allenatore del Sassari calcio Latte Dolce: "Inutile ripetersi, ma è importante ripeterlo: il 1 marzo il Sassari calcio Latte Dolce ha giocato la sua ultima partita sul campo, il percorso in campionato si è bruscamente interrotto quando ancora potevamo dire la nostra in prospettiva playoff ma quel che è certo, è che tutti avevamo e abbiamo una grande voglia di ricominciare a correre, sudare e giocare. Importante è ribadire che la nostra avventura nel campionato di serie D dovrà ripartire proprio da quella voglia, dalla voglia dei ragazzi che scenderanno in campo, dall'entusiasmo della società e dei dirigenti che ne fanno parte, dallo staff che è sempre punto di riferimento importante. E sono orgoglioso che il percorso riparta, ancora una volta e per il terzo anno consecutivo, anche da me: sono carico e motivato, ringrazio la dirigenza della fiducia e sono pronto a lavorare a questo ulteriore sviluppo del progetto biancoceleste. Non c'è presunzione, non c'è mai stata. C'è invece forte consapevolezza e c'è certamente la sana ambizione che porta ogni uomo di sport a voler fare del suo meglio, per fare il meglio per la squadra che guida in panchina e la società cui appartiene. Guardiamo al futuro, pensiamo senza assilli al mercato, sappiamo di poter contare su una solida base e su un vivaio che deve essere risorsa e punto di riferimento. I nostri giovani sono chiamati ad impegnarsi al top delle loro potenzialità, ma devono sapere che esiste la possibilità di avere una chance: motivazione e applicazione sono gli elementi che possono fare la differenza. La cultura del lavoro è ciò che premia. È ciò che vale. Vale anche e soprattutto per la prima squadra. Per affrontare il campionato di Interregionale serve fame. La fame di arrivare, quella che ti porta a giocartela sino alla fine per un risultato o un posto in campo: non ci sono gerarchie già scritte né partite scontate, c'è la forza del singolo che si esprime nel gruppo e c'è la necessità di non mollare mai, dal primo all'ultimo secondo di gioco. Chi sceglierà di fare parte del nostro progetto lo farà perché convinto dal progetto stesso: vogliamo tutti fare del nostro meglio, e per farlo dobbiamo essere affamati, lavorare duro e divertirci a giocare assieme. Sembrano tutte affermazioni scontate, ma non lo sono. Anzi. Non ho mai smesso di aggiornarmi e informarmi, di confrontarmi con staff e dirigenza, di parlare ai giocatori. Stiamo lavorando, in accordo con la società, per costruire un gruppo che possa avere le caratteristiche funzionali ad una crescita di squadra e progetto, equilibrio di fattori da trovare ma capace di fare bene. Non ci sono proclami da fare, a parlare è sempre e solo il campo. E non vedo personalmente l'ora di tornare a lavorare e giocare, sul campo".