Federico Ruffo (Avvocato Sportivo): "La tutela dei giovani calciatori è una priorità"

27.03.2021 15:00 di Massimiliano Fina Twitter:    Vedi letture
Federico Ruffo (Avvocato Sportivo): "La tutela dei giovani calciatori è una priorità"

La figura del procuratore sportivo, o agente, in questi anni è stata molto svalutata. Qualcosa però è cambiato nelle ultime annate. A spiegarcelo è Federico Ruffo che, con Marco Capone, ha l’obiettivo di seguire e tutelare gli interessi dei giovani calciatori, facendoli crescere nel miglior modo possibile. Due figure professionali che potrebbero fare al caso di tutti i ragazzi alla ricerca di un futuro nel mondo del calcio. Queste le dichiarazioni dell’agente Ruffo:

Come è nata la passione verso questa professione? “Il calcio, ma lo sport in generale, è sempre stato una mia grande passione, anche dal punto di vista pratico, dal momento che ho cercato di conoscere e praticare in prima persona diversi sport, conseguendo anche delle piccole soddisfazioni. Tuttavia, l’idea di diventare Agente Sportivo è nata al quarto anno di Giurisprudenza, così, dopo essermi laureato nel 2018, ho conseguito un master in Management e Diritto Sportivo, presso il CONI di Roma. Contestualmente svolgevo anche la pratica presso lo studio legale De Feis di Taranto dove attualmente sono stabilito quale Avvocato”. 

Il rapporto con Marco Capone, come vi siete conosciuti? “Ci siamo conosciuti nel 2019, quando lui era dirigente del settore giovanile della Virtus Francavilla ed io, in concomitanza alla pratica forense, svolgevo attività di scouting per la società biancoazzurra. Così è nato un rapporto di stima reciproca, sorretto da una stessa passione, che abbiamo deciso di investire per un unico scopo”.

Come è nata l’idea di affiancarvi ed assistere i ragazzi nelle loro esperienze calcistiche? “Posto che Marco è un dirigente molto esperto, avendo maturato esperienze rilevanti quale Responsabile del settore giovanile e dell’area scouting presso piazze importanti come Matera, Martina Franca, Taranto e la stessa Virtus, ed io ho degli studi giuridici alle spalle, decidemmo di connubiare le nostre capacità ed esperienze per un unico scopo comune: accompagnare i giovani calciatori nel loro percorso di crescita verso una carriera professionistica, occupandoci dei loro interessi a 360 gradi, cosicchè il loro impegno si focalizzi esclusivamente sull’attività sportiva. Al momento seguiamo per lo più ragazzi classe 1998-2005, fermo restando che non manca l’approccio anche da parte di giocatori d’esperienza nei confronti del nostro progetto”. 

L’andamento di questi primi mesi dell’anno, nonostante la pandemia? “Non è stato semplice, abbiamo dovuto risolvere delle situazioni difficoltose per alcuni giocatori ma, nonostante la pandemia, siamo riusciti anche a trasferire alcuni calciatori da settori giovanili professionistici in serie D. E questo per noi è un grande motivo d’orgoglio, poiché trattasi di ragazzi giovanissimi che affidandosi a noi hanno assaporato il calcio dei ‘’grandi’’; in ultimo Nicola Semeraro, ex capitano della Primavera del Lecce, ora in forza al Francavilla in Sinni.’’ 

Il motivo che ti ha spinto ad intraprendere questa strada? “Secondo il mio modestissimo parere, la figura dell’agente sportivo in questi anni è stata molto svalutata. Prima del 2015, in vero, per accedere a tale professione era necessario sostenere un esame F.I.F.A. Di contro, con la “deregulation” dello stesso anno, la stessa F.I.F.A. ha eliminato l’Albo dei procuratori sportivi ed il relativo test di ammissione, comportando un’apertura totale dell’accesso a tale professione, con ogni riflessa conseguenza in ordine anche alla professionalità e preparazione che antecedentemente veniva richiesta per lo svolgimento della stessa, evincibile soprattutto dai vincoli in cui i giovani calciatori si sono trovati incastrati. Da quel momento, gli stessi famigliari o amici dei giocatori hanno avuto accesso alla professione di agenti sportivi anche senza aver mai svolto un lavoro legato al mondo del calcio e senza alcuna qualifica o esperienza giuridica alle spalle. Fortunatamente, con la Legge di stabilità del 2018 tutto è cambiato nuovamente. Si è posto l’accento su un sistema più meritocratico attraverso la previsione di un doppio esame da svolgere presso il CONI, prima, e la FIGC, dopo, nonché la possibilità per l’Avvocato di svolgere ex lege tale attività. E’ stata anche questa ulteriore inversione di marcia che mi ha spinto ad intraprendere questo percorso.” 

Ad oggi, quanto è importante tutelare i giovani calciatori? “Come dicevo prima, durante questa mia esperienza sto riscontrando che gli effetti della “deregulation” e della conseguente ed innegabile svalorizzazione di questa professione si sono riversati specialmente sui ragazzi che, affidandosi a gente non esperta del settore, si sono ritrovati, ad esempio, vincolati a delle società calcistiche sino al 25esimo anno di età. In vero, tali inconvenienti possono essere ovviati esclusivamente affidandosi a professionisti qualificati, anche sotto il profilo giuridico. Oggi, già dall’età di 16 anni, il calciatore giovane di serie può affidarsi ad una figura professionale. Il consiglio che oggi rivolgo ai ragazzi che intendono fare dello sport la loro professione, è di pretendere dal loro agente sportivo di essere seguiti in ogni loro passo in modo meticoloso così da preservare il loro talento che, altrimenti, correrebbe il rischio di “bruciarsi”, e questo non deve accadere. Il ragazzo deve solo preoccuparsi di veicolare il proprio impegno esclusivamente sugli allenamenti e ciò che ne deriva, mentre spetta a noi professionisti tutelare ogni altro aspetto della sua carriera. Il nostro obiettivo è prenderlo per mano e intraprendere un percorso insieme con l’auspicio di giungere al settore professionistico”. 

Il nome di qualche elemento principale della vostra “squadra”? “Ogni giocatore che entra a far parte del nostro “team” è meritevole di menzione, tuttavia, potendo spendere solo poche parole a riguardo, posso evidenziare: Leonardo Caruso, esperto portiere classe ’99, in forza all’ACR Messina (girone I), arrivato in squadra nei primi giorni di febbraio e divenuto sin da subito titolare; Jacopo Barellini, classe ’99, difensore, attualmente alla Sangiovannese (girone E), scuola Chievo Verona che, così giovane, vanta già 80 presenze da titolare in D. Ed ancora, nel Francavilla in Sinni (girone H): Antonio Caponero, classe ’99; Gabriele Pisanello e Nicola Semeraro, entrambi classe 2002. Nell’FC Brindisi (girone H): Manuel Taveri ed Alessandro Sibilla, ambedue classe 2002. Infine Davide Fiorini, classe 2003, già in orbita prima squadra di un club del girone H; Antonello Serra, classe 2003, perno del settore giovanile della Virtus Francavilla e Giuseppe D’Onofrio, attaccante classe 2003, di proprietà del Taranto, attualmente in forza al Castellaneta in Eccellenza.”