Palermo, parla l'AD Sagramola: "Non so che mondo ritroveremo quando tutto sarà finito. Una cosa è certa: tante squadre spariranno e molti Calciatori rimarranno appiedati..."

21.03.2020 10:00 di Marco Piccinni   Vedi letture
Rinaldo Sagramola, AD Palermo
Rinaldo Sagramola, AD Palermo

Mentre in Italia continuano a farsi sentire le drammatiche conseguenze dell'epidemia di Coronavirus, che prosegue nel disseminare contagi e centinaia di vittime ogni singolo giorno, c'è già chi pensa al "domani", convinto che i danni economici che subirà il Paese e il mondo del Calcio dilettantistico, saranno paradossalmente ancor più "gravi" rispetto a quelli a cui stiamo assistendo adesso, quotidianamente.
A ritenere ciò, l'Amministratore Delegato del Palermo Rinaldo Sagramola, che all'interno di un'intervista rilasciata a "La Gazzetta dello Sport", ha espresso il suo personalissimo punto di vista rispetto a ciò che, a suo avviso, avverrà una volta che questo disastro socio-sanitario sarà definitivamente messo alle spalle.

Queste, le forti e laconiche considerazioni del Dirigente rosanero:

"La situazione che stiamo vivendo in Italia sta diventando sempre più drammatica. È chiaro che il Calcio passi in secondo piano in questo momento, però è inevitabile anche produrre ipotesi e considerazioni sul prossimo futuro, legate al nostro ambiente.
Sul Mercato, non credo che una settimana o due di differenza rispetto alla fine dei Campionati, possa stravolgere le dinamiche organizzative dei Club, anche perché per le situazioni di riconferma si farebbe solo qualche passaggio burocratico per tempo. Ma ora tutto deve attendere. Senza la matematica certezza della promozione, si possono solo prendere degli impegni, anche se non credo che ci saranno effetti negativi ai nostri livelli. Piuttosto, c'è da chiedersi quanti saranno ancora in piedi una volta accantonato questo gravissimo problema. Molte aziende legate al Calcio sono già da tempo in sofferenza e presto si scontreranno con le difficoltà ulteriori a cui andranno incontro gli azionisti di riferimento, proprio per le criticità che dovranno affrontare le rispettive aziende.
C’è un’economia totalmente in stallo, molti dirigenti saranno presi più dal salvaguardare le proprie attività imprenditoriali, piuttosto che le squadre nelle quali investono del denaro.
Francamente non so quante squadre si iscriveranno ai prossimi Campionati, specie dilettantistici. Temo che in Italia ci ritroveremo con molte meno formazioni e con parecchi Calciatori in più da sistemare.
Con una contrazione dei ricavi, si può verificare una contrazione dei compensi. Anche il costo dei cartellini potrebbe subire un ribasso. Insomma, di stravolgimenti ce ne saranno assai. E sinceramente, non so che mondo troveremo quando tutto sarà finito...".