Latina, ancora un anno no? Nerazzurri in crisi e abbandonati dai tifosi

08.10.2019 12:00 di Matteo Ferri   Vedi letture
Latina, ancora un anno no? Nerazzurri in crisi e abbandonati dai tifosi

Doveva essere la stagione del rilancio in grande stile per il Latina, si sta rapidamente trasformando nella fotocopia del deludente campionato passato. Subito fuori in Coppa Italia, per mano dei cugini dell'Aprilia, già a meno sette dalla vetta e con la peggior difesa tra le squadre della parte sinistra della classifica, i nerazzurri hanno ormai definitivamente consumato anche i residui crediti nei confronti di una tifoseria la cui presenza allo stadio è inversamente proporzionale al grado di esasperazione. Lo sciopero del tifo di domenica scorsa ha trasformato il 'Francioni' in terra di conquista per la piccola ma rumorosa rappresentanza di supporters del Tor Sapienza, che alla fine ha festeggiato la mezza impresa della truppa di Anselmi al cospetto dei blasonati avversari. Un blasone, però, che sta letteralmente schiacciando i giocatori del Latina sotto il peso delle responsabilità. Lo ha ammesso lo stesso mister Di Napoli il quale, dopo aver esaltato la forza del gruppo per due mesi, ha fatto marcia indietro e dichiarato di aver sopravvalutato la squadra. Eppure la campagna acquisti aveva portato in dote veri e propri top player per la categoria, come Cardella, Cunzi, Sanseverino e Corsetti senza dimenticare le conferme di Tinti, Galasso e Ranellucci, oltre a quelle di due giovani interessanti come Begliuti e Fontana. Cosa non sta funzionando allora? Sul banco degli imputati salgono quasi tutti: da buona parte dei giocatori, il cui rendimento si sta rivelando ben al di sotto delle attese al tecnico, che non sembra in grado di trasmettere quella grinta che lo contraddistingue alla squadra e che si è imprigionato in equivoci tattici, su tutti la scelta di impiegare Corsetti mezz'ala. Ma nel mirino non può non finire anche la società che, dopo tre anni, non può più utilizzare l'alibi dell'inesperienza per giustificare le annate deludenti e che fatica (per usare un eufemismo) a trovare un modo efficace per entrare in sintonia con una piazza che continua a vedere l'attuale proprietà con estrema diffidenza. Perché, al di là dei risultati, le immagini degli spalti deserti del 'Francioni' rappresentano la ferita più dolorosa e difficile da rimarginare per l'attuale proprietà nerazzurra.