Monterosi, Alessio Petti: "Vivere lontano dalla mia famiglia è difficilissimo. Terminare la Stagione, una sorta di dovere morale"

17.03.2020 21:00 di Marco Piccinni   Vedi letture
Alessio Petti
Alessio Petti

Uno dei punti di riferimento principali nel pacchetto arretrato del Monterosi è stato ed è, senza alcun dubbio, Alessio Petti. Il 28enne difensore imolese sta vivendo, come tutti i suoi colleghi, un momento storico delicatissimo, costretto ad allenarsi in casa, lontano dai suoi compagni e soprattutto dai suoi affetti, collocati proprio ad Imola, 350km più a Nord rispetto a Monterosi.

Intervistato dal Responsabile dell'Ufficio Stampa del Club biancorosso, Petti si è così espresso rispetto alla situazione delicatissima che stiamo vivendo nel nostro Paese e rispetto anche alle prospettive future che si potrebbero delineare per la corrente Stagione di Quarta Serie:

"È un momento particolare per tutti. Io lo sto vivendo come tutte le persone, cercando di rispettare le disposizioni governative. Sono a casa solo, ma avrei preferito stare con i miei genitori. Magari questa cosa, sotto un altro punto di vista, da più sicurezza a me e a loro. Quando li sento al telefono mi raccontano di quanto difficile sia la situazione. A qualche chilometro da loro c’è un intero paese in quarantena. Speriamo che si riesca a contenere la diffusione di questo virus. Durante il giorno cerco di fare quello che durante la vita quotidiana non sarei riuscito a fare.
Fortunatamente, ho un giardino nel quale riesco ad allenarmi una volta al giorno, cercando di seguire la scheda di lavoro che ci ha consegnato il nostro Staff Tecnico. Mi tengo impegnato un’oretta e mezza, magari arrivo alla sera più stanco e riesco a dormire meglio senza troppi pensieri.
Il Calcio manca a tutti. Che sia a fine Aprile o metà Maggio, credo che sia interesse di tutti riprendere. Ognuno di noi vuole portare a termine la Stagione. Abbiamo fatto dieci mesi di sacrifici, è diventato un dovere morale. Quelle otto-nove partite penso sia giusto giocarle. Ma è normale che debbano esserci le condizioni igienico-sanitarie per garantire la sicurezza di tutti noi atleti".