ESCLUSIVA TSD - Fossano pre derby, mister Viassi: "Al fischio d'inizio siamo tutti uguali"

02.11.2019 16:30 di Lorenzo Chiariello   Vedi letture
Fabrizio Viassi
Fabrizio Viassi

Che il Fossano stia sorprendendo è chiaro a tutti. Da neopromossa, nella categoria dei fanalini di coda, non ne ha proprio voluto sapere di entrare, la vittoria col Prato e la buona prestazione esterna col Chieri ne sono la prova. Sì che in campo ci vanno i giocatori ma il timone è senz’altro affidato a chi di esperienza ne ha, Fabrizio Viassi, ormai costante della formazione piemontese dal 2015. Vercellese, con un curriculum che parla da sé, con il Fossano ha già vinto un campionato di Promozione ed uno di Eccellenza. Negli anni passati inoltre, ha conquistato altri due salti di categoria, portando anche Trino e Novese in Serie D, senza dimenticare la miracolosa salvezza in C2 di una Pro Vercelli straziata da problemi societari.

Tornando ad oggi, sulla strada dei fossanesi fa capolino il Bra, che per ora non ha convinto del tutto ma che è reduce da un pareggio ed una vittoria che potrebbero rivitalizzarlo.

Fossano che sta impressionando, come dicevamo, un po’ tutti, dalla società ai tifosi. Ora verrebbe da chiederle se non stupisca anche lei.

“Sono sincero, ci hanno definito una sorpresa ma mi piacerebbe che lo fossimo in toto a fine anno e non parziale, solamente in questo momento. Ho fatto tanti anni di Serie D e non mi aspettavo un adattamento così rapido da parte di molti giocatori a questo livello. Siamo una neopromossa nel vero senso della parola, molti sono alla prima esperienza in Serie D e nella nostra campagna acquisti il più anziano è del ’97, ci davano già per spacciati ma sapevamo che avremmo preso elementi motivati con la possibilità di far bene”.

Il momento continua ad essere positivo, con numeri che lasciano spazio a qualche desiderio in più?

“Il momento è più che positivo, stiamo tenendo una media di più di 1,50 punti a partita, una media che di questo passo ci porterebbe vicino ai 50 e domani saremo quasi ad un terzo del campionato, quindi bisogna fare più punti possibili per essere più tranquilli ed evitare di venire assorbiti in una zona che può condizionare le prestazioni di una squadra giovane”.

Due sconfitte, quelle con Seravezza e Lucchese, abbastanza criptiche, sfortuna piuttosto che demerito?

“Sconfitte a mio parere immeritate, soprattutto quella contro il Seravezza, perché arrivata da un solo tiro da trenta metri. Quella con la Lucchese è li da vedere, il rigore è molto dubbio ed il raddoppio è frutto di un fallo clamoroso ai danni di Cristini, anche se nel complesso la partita l’hanno gestita loro ma con un possesso molto sterile. Il dato più significativo però è che una squadra giovane come la nostra, in cui i due difensori centrali sono del 2000 e del 2001, abbia subito solo 9 reti.”

Ora una domanda molto di moda: qual è il modello di gioco a cui si ispira?

“Vengo da esperienze di Serie C e Serie D, non che non abbia modelli ma ho avuto la fortuna di crescere nel settore giovanile e professionistico di Casale e Pro Vercelli, in cui mi confrontavo con una persona che ora è in Serie A, Agostino Tibaudi (preparatore altetico Sassuolo). Non ho un modulo costante ma sicuramente ho sempre adottato la difesa a quattro e ho cambiato molto a seconda delle squadre che ho allenato, senza però avere un allenatore di riferimento. Sono del parere che ognuno debba avere una sua idea di calcio e che la debba mettere in pratica a seconda della società in cui si trova e dei giocatori che ha a disposizione.”

Se dovesse pensare a qualche nome fondamentale per il prosieguo della stagione?

Cristini, che ha alle spalle dieci o dodici anni di Lega Pro, Merlano che ha giocato in Lega Pro e Serie D e Romani che era con me alla Novese in Serie D, loro tre, per la loro esperienza devono fare sempre qualcosa in più degli altri ed essere il braccio trainante di questo gruppo che resta comunque molto giovane”.

Cosa pensa invece del momento non troppo roseo del Bra?

“Il loro è un momento complicato ma importante, li ho visti giocare a Vado con il Savona, ci sono, sono tosti. É una squadra piena di giocatori d’esperienza e di qualità soprattutto, si è trovata in quelle zone della classifica probabilmente perché qualche episodio è andato storto”.

La partita con il Bra vale doppio in quanto derby?

“L’entusiasmo e la carica dei tanti giovani probabilmente ci stanno ripagando ma non possiamo permetterci di giocare partite di poco contenuto tattico e atletico, Bra o non Bra, chiunque si presenti è lo stesso. Per di più loro possono contare su giocatori provenienti dalla stessa categoria o da categorie superiori ma al fischio d’inizio siamo tutti uguali”.