ESCLUSIVA TSD - Alessandro De Santis (Troina): "Anche la Serie D dovrebbe essere trattata alla stregua del calcio professionistico, perché noi siamo già dei professionisti"

04.05.2020 11:30 di Andrea Scudera   Vedi letture
ESCLUSIVA TSD - Alessandro De Santis (Troina): "Anche la Serie D dovrebbe essere trattata alla stregua del calcio professionistico, perché noi siamo già dei professionisti"

Alessandro De Santis, esterno mancino duttile e poderoso in forza al Troina, ha concesso un’intervista Esclusiva alla Redazione di TuttoSerieD.

Nelle scorse settimane da più parti è arrivato il monito al mondo del calcio, affinché non lasci soli i dilettanti. Qual è la tua opinione sull'argomento?

Penso che come le società di Serie A, B e C abbiano dei costi a cui fare fronte, anche le società dilettantistiche hanno quest'onere ed è giusto che il trattamento non sia diverso da quello riservato alle categorie superiori. Anche in Serie D ci sono persone che vivono di calcio; hanno una famiglia e lavorano sodo, quindi spero che la federazione tuteli anche noi in questo momento di crisi.

Tante anche le proposte di riforma di un sistema negli ultimi anni ma proprio in questo periodo di fermo forzato per la pandemia si può aprire davvero una stagione di riforme seria e organica. La modifica alla regola degli “under” che raramente ha sortito gli effetti sperati da quando è stata istituita, all’introduzione di un sistema più controllato e controllabile di gestione da parte dei club in merito ai rimborsi ai calciatori, possono essere soluzioni importanti di riforma?

Credo che la regola degli under debba essere corretta. Sono d'accordo con una regola che garantisca un posto in campo ai più giovani, ma negli ultimi anni mi è capitato di vedere molte società che non curavano la gestione dei loro under, puntando molto sugli over e ritrovandosi dei ragazzi che dovevano giocare forzatamente e magari non garantivano sicurezza. In più questa regola è molto limitante perché a 21 anni si è già over e tanti di noi vanno verso l'abbandono di questo sport. Per cui io "costringerei" le società a puntare di più sui giovani, senza l'obbligo di schierarli titolari, imponendo un numero definito di under in rosa in modo tale che la competizione aumenti e chi giocherà lo farà perché lo merita davvero.

Finalmente, Troina è uscita dalla zona rossa, tu sei rimasto in Sicilia, come hai vissuto questa esperienza forte lontano dai tuoi affetti?

È stata un'esperienza molto forte per me con una pandemia in atto, lontano dalla mia famiglia e nel bel mezzo di una zona rossa. Gli ultimi mesi sono stati molto duri: sono rimasto a Troina con due miei compagni di squadra e ci siamo fatti forza l'un l'altro giorno per giorno, cercando di ammazzare il tempo e soprattutto, non smettendo di allenarci. Il momento peggiore è passato e a breve potrò tornare a casa dai miei cari, finalmente.

Per i tuoi 20anni alle spalle hai già una buona esperienza nei campionati di Serie D, circa tre anni avendo giocato con Folgore Caratese, Derthona, Borgosesia e vincendo in campionato con l'AZ Picerno, se dovessi fare un bilancio del tuo campionato con il Troina sei soddisfatto o hai qualche rammarico?

Quest'anno a Troina ho trovato un mister che aveva fame e voglia di vincere, per dimostrare a tutti il suo valore e questa cosa l'ha trasmessa a ognuno dei suoi giocatori. All'inizio del campionato nessuno avrebbe puntato su di noi, eppure siamo riusciti a raggiungere degli obiettivi molto importanti, pur essendo un gruppo composto da molti giovani. Sono molto contento del campionato fatto con il Troina. Il Girone I è bello tosto e tanti sono stati i banchi di prova importanti, basti pensare a Palermo, FC Messina e lo stesso Savoia. Sfide personali, oltre che di squadra, che ho affrontato con la giusta determinazione, il che mi ha permesso di fare buone prestazioni. Posso ritenermi soddisfatto del mio percorso fino ad ora.

Cosa ti aspetti per il nuovo campionato?

In questi anni ho fatto molta esperienza in Serie D sia al nord che al sud ed è chiaro, che per un ragazzo della mia età, l'ambizione sia quella di salire di categoria e migliorarsi sempre di più. Ho voglia di dimostrare il mio valore e lavoro duramente ogni giorno, per farmi trovare pronto in qualsiasi momento - almeno questo, non può togliermelo il virus. Futuro? Aspettiamo di vedere come evolve il tutto, c'è ancora molta incertezza e confusione. Di tutto il resto ne sto parlando con i miei agenti e, come sempre, valuteremo tutto.