EDITORIALE TSD - Società in rivolta per le retrocessioni, ma non tutte possono permetterselo. Le decisioni della LND non siano una scusa

27.05.2020 11:22 di Orazio Accomando Twitter:    Vedi letture
EDITORIALE TSD - Società in rivolta per le retrocessioni, ma non tutte possono permetterselo. Le decisioni della LND non siano una scusa

La proposta avanzata nel corso dell'ultimo Consiglio di Lega, ovvero la promozione per le prime in classifica e la retrocessione delle ultime quattro di ogni girone, non ha smesso di far discutere, come era ampiamente prevedibile. Società in rivolta, tesserati in protesta e un comitato di 31 squadre riunitosi per schierarsi contro la Lega. Insomma, prepariamoci ad un'estate di tribunali e polemiche, tanto per cambiare. Ormai è un appuntamento abituale, come una classica sessione di calciomercato, con i tifosi che tra un tuffo e una fetta di cocomero, a distanza e con mascherine, attenderanno notizie sulla propria squadra del cuore. Bisogna comunque fare chiarezza ed essere onesti. Quantomeno ci si prova. 

Settimane fa abbiamo criticato quelle società che hanno iniziato a reclamare diritti, economici e burocratici, dopo l'interruzione del campionato. Oggi come allora il mio pensiero resta intatto: si salvino gli onesti. Non i furbetti del quartiere...e sono tanti. Sì alle agevolazioni per quei presidenti, per quelle società virtuose, simbolo di un calcio pulito e fatto di valori, sotto ogni prospettiva. Basta guardarsi a ritroso, controllare i conti degli ultimi anni, il percorso di una determinata società, il rispetto dei patti stabiliti con i tesserati o semplicemente il numero di vertenze ricevute da quei giocatori che già a gennaio non percepivano stipendio...altro che Covid. Il virus non sia una scusa, nè per loro e nemmeno per tante società che oggi, almeno temporaneamente, salutano la D. Esatto, perché le mancate iscrizioni e i ripescaggi rimetteranno tutto in discussione. Con la speranza che non siano proprio gli onesti a lasciare la quarta serie. 

Retrocessioni. Decisione giusta quella di proporre promozioni e retrocessioni. E' un discorso che vale dalla serie B alla Seconda Categoria. Non si può prendere solo la decisione semplice, ovvero promuovere chi ha molti punti di vantaggio sulle inseguitrici. Giusto invece considerare la classifica nella sua totalità, nel bene e nel male. Due sarebbero state poche, quattro sono tante, tre sarebbe stato il numero corretto, ma non sarebbe stato possibile. In Eccellenza 28 gironi, 28 promosse, una in più rispetto alle eventuali 27 retrocesse. Soluzione amara ma forse più corretta sarebbe stata quella di far retrocedere la peggior quartultima per media punti. Ma non prendiamo noi le decisioni, al massimo le commentiamo.

Proteste. Torniamo e chiudiamo con il punto chiave di questo editoriale. Le proteste delle società retrocesse. Bisogna avere onestà e non cercare di salvare ciò che non è salvabile. Con squadre ultime in classifica e retrocesse quasi aritmeticamente che gridano allo scandalo, lo stesso dicasi per le penultime. Come quegli studenti che a marzo hanno ancora i libri incelofanati e poi si risvegliano, cercano di studiare, non ci riescono, a tratti ci provano e poi criticano i professori che li hanno bocciati. Con i genitori (presidenti) che rincarano la dose. Fermatevi e riflettete. Probabilmente ingiusto sì, ma gli scandali sono altri e non questi. Discorso diverso per le quartultime, che comunque hanno ripreso a studiare seriamente da gennaio. Ma solo loro, oggi, possono avere il diritto di protestare. 

Un applauso reale e simbolico a Verbania, Tuttocuoio, Pomezia e Francavilla, ovvero le quattro società che, seppur a malincuore, hanno accettato le decisioni e sono pronte a rimettersi in moto per riprendersi ciò che hanno perso. All'appello manca una società, l'ultima retrocessa del girone D. Una tra Crema e Sammaurese, nell'attesa di capire se il criterio adottato sarà la media punti o gli scontri diretti. Ma questa è un'altra storia.