EDITORIALE TSD - Modena e Pergo, due destini che si incrociano. Percorso, errori e meriti di chi ci ha regalato il più bel duello rusticano dell'anno

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03.05.2019 20:00 di Alessandro Troncone   Vedi letture
EDITORIALE TSD - Modena e Pergo, due destini che si incrociano. Percorso, errori e meriti di chi ci ha regalato il più bel duello rusticano dell'anno

Chi se lo sarebbe mai aspettato? Domanda alla quale verrebbe da rispondere semplicemente e onestamente, "nessuno". E probabilmente anche Modena e Pergolettese mai avrebbero pensato di arrivare muso a muso (le metafore legate al mondo dell'Ippica vanno di moda ultimamente) a 90 minuti dal rompete le righe. Si, perchè lo scontro diretto del Voltini di Crema, epocale per certi versi, ha così deciso: il Modena ha il peso di una maglia da onorare e riportare nel calcio che conta, la Pergo la spensieratezza e la rabbia (dimostratasi poi eccessiva) di chi anche in 9 uomini può giocarsela. Sasso Marconi e San Marino saranno giudici speciali ma non comparse, entrambe lottano ancora per salvezza diretta e playout. 
Quel "Chi l'avrebbe mai detto" parte da molto lontano. Dai primi caldi di maggio, dalla rinascita di un Modena morto e sepolto 16 mesi prima da Antonio Caliendo. L'entusiasmo per il ritorno di Amadei e Sghedoni, i sogni, le ambizioni e un "questa piazza non può restare in D" che sa di condanna per tutte le rivali. Modena-Pergolettese inizia con l'arrivo al Braglia di Carlo Emanuele Ferrario, bomber da 33 reti con la Pergo la stagione precedente. Ufficiale, poi no, poi di nuovo si. Una telenovela. Si narra che dalle parti di Crema non volessero mollarlo e abbiamo capito il perchè. Eccolo qui il primo peccato capitale della Pergolettese, forse l'unico di una stagione incredibile. Già, forse. Ce n'è un altro. L'approccio al big match della scorsa domenica. Troppo irruento, troppo maschio, a tratti troppo violento. Due rossi in 18 minuti entreranno nella storia del calcio, ma non hanno ragion d'esistere se sei primo, a +3 e può bastarti anche un pari. Ma quando dici "Pergolettese" non puoi non pensare ai meriti di una realtà piccola che vuole diventare grande. In pochi sarebbero riusciti a lottare con Modena e Reggio Audace, quasi nessuno. Questo è il merito più grande, oltre ad aver valorizzato una rosa di giocatori operai pronti a diventare eroi.


Di errori ne ha commessi tanti, troppi, il Modena. Da una campagna acquisti "esagerata" (oltre 40 giocatori passati nell'orbita gialloblù), alla scelta di un Apolloni incapace di vestire i panni di leader e con le idee poco chiare, fino alla quantità indecifrabile di punti persi con le "piccole", con i quali il Modena avrebbe vinto il campionato da almeno un mese. Qualcuno un giorno ci racconterà cos'è successo con Fabio Lauria, il giocatore più tecnico che il Modena aveva. Ci racconteranno perchè si è scelto di affidarsi a due portieri under, ci racconteranno se in D non era forse il caso di affidarsi a chi quella categoria l'aveva già vinta in passato. Errori di gioventù, sia chiaro. Ma da non commettere se dovesse essere serie C l'anno prossimo. Sbagliare si può, perseverare no. Si guardi il Parma. E allora vien da sè che il merito dei canarini sia stato quello di aver saputo recuperare il tempo perduto, quando tutto sembrava compromesso. Il minimo, potrebbero dire molti. Ma la D è insidiosa, non tutte riescono ad ottenere gli obiettivi prestabiliti, che si chiami Modena, Mantova o Reggiana. Ai gialli piace complicarsi la vita, poco ma sicuro.


Un duello rusticano, un braccio di ferro in cui il Modena del buon caro Gigi Apolloni, ha governato senza troppi problemi nel girone di andata. Dopo appena 8 giornate il distacco è salito a 9 punti. Ecco Contini, chiamato a risollevare le sorti di una Pergo pericolosamente in calo. Il primo miracolo lo compie arrivando allo scontro diretto del 16 dicembre a soli 2 punti dalla vetta. I destini si incrociano, le sorti cambiano. Apolloni trova nella calza della Befana un esonero inaspettato, arriva Bollini ma Contini scappa via. Il sorpasso arriva il 13 gennaio, Pergo 41 Modena 39. La cavalcata prosegue fino al famoso +6 ora colmato dai canarini. Saranno 90 minuti incredibili, forse drammatici. Esistesse una giustizia, questa vorrebbe che la promozione si decidesse in uno spareggio ad armi pari anche se quando parli di Modena, parli di Storia. Parli di blasone e parli di una media di quasi 6mila spettatori in D. Ferrario & Co. hanno questo vantaggio e sanno che un'intera città li aspetta a festeggiare per le vie. La Pergolettese è una favola e come tale va assecondata, seguita, studiata ma come ogni favola che si rispetti c'è un cattivo scomodo da battere. Alla squadra di Contini hanno iniziato a girare i nervi nel momento clou, così non si vince. Ma se dovesse andar male, ci alzeremo in piedi e batteremo le mani. Contini ha un grande futuro. Parola al campo. Modena e Pergo, a voi.