EDITORIALE TSD - De Candia-Olivieri out, Bitetto-Ciullo in: Casarano e Brindisi svoltano. Ma hanno inciso di più i demeriti dei tecnici o le carenze degli organici?

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16.11.2019 23:45 di Marco Piccinni   Vedi letture
EDITORIALE TSD - De Candia-Olivieri out, Bitetto-Ciullo in: Casarano e Brindisi svoltano. Ma hanno inciso di più i demeriti dei tecnici o le carenze degli organici?

Dopo aver dato vita ad un entusiasmante duello nello scorso campionato di Eccellenza Pugliese, Casarano e Brindisi, ritrovatesi quest'anno nel Girone H di Serie D, hanno sostituito il proprio tecnico quasi in contemporanea. Pasquale De Candia ha ceduto il passo a Casarano lasciando i rossazzurri al nono posto, dopo dieci Giornate e un totale di 14 punti racimolati. Massimiliano Olivieri invece, ha lasciato Brindisi dopo undici gare, 15 punti conquistati e con la squadra al decimo posto in classifica. A questo, si aggiunga l'eliminazione di entrambe le compagini al Turno Preliminare di Coppa Italia di Serie D, con i salentini estromessi dal Nardò e gli adriatici battuti in casa dal Foggia.
E così, dopo i trionfi ottenuti dai due tecnici nella precedente annata, valsi una più che meritata conferma, entrambi hanno visto recapitarsi il "benservito" dalle relative Società, evidentemente non soddisfatte del rendimento sino a quel momento palesato dalle rispettive formazioni.
È storicamente provato che quando si giunge all'esonero del tecnico, nel 99% dei casi, esista un'inoppugnabile corresponsabilità di determinate componenti societarie che, in un modo o nell'altro, possano aver inciso nello scarso rendimento di una squadra piuttosto che un'altra.
Spesso, i risultati sul campo possono essere influenzati anche da "fattori esterni", quali ad esempio le troppe pressioni generate all'interno di un gruppo da valutazioni e "chiacchiericci mediatici" del tutto controproducenti, che condizionano e non poco la condotta psico-fisica degli atleti, specialmente i più giovani ed inesperti. Gli stessi che possono risentire grandemente di un contesto che attorno alla squadra si manifesti particolarmente critico, ostile ed osteggiante.
Non sempre dunque, nel caso il ruolino tenuto da un determinato Club si ritenga insoddisfacente, il responsabile numero uno sia da individuare nell'Allenatore. Ed è per questo che, prima di ritenere che Pasquale De Candia e Massimiliano Olivieri fossero i primi, o peggio ancora "gli unici", responsabili di una situazione ritenuta non positiva, bisognerebbe andare a verificare se i sopra elencati fattori "esterni" e indipendenti dall'operato degli stessi tecnici, possano in qualche modo riguardare anche le realtà di Casarano e Brindisi.
Entrambe le Proprietà, in estate, hanno celebrato il ritorno in Serie D, con investimenti importanti, innegabili. Ma proprio per i comprensibili stravolgimenti operati in seno ai due organici, era plausibile che ci volesse del tempo prima di poter ottimizzare un certo tipo di lavoro. Ma si sa, nel nostro Calcio, a tutti i livelli, non esiste la cultura dell'attendismo, privilegiando altresì quello che ormai è divenuto l'annoso stereotipo del "tutto e subito", una sorta di "pretesa" che purtroppo coinvolge, destabilizza e condiziona la quasi totalità delle piazze calcistiche italiane. Anche a Casarano, così come a Brindisi, le rispettive tifoserie son partite sin dal ritiro estivo immaginando che si sarebbe andati incontro ad un campionato di vertice, ritenendo la propria squadra del cuore in grado di lottare per la promozione in Serie C, lasciandosi evidentemente condizionare dal numero di acquisti, piuttosto che dall'effettiva qualità e caratura degli atleti ingaggiati dai due Club. Chi conosce a fondo la Categoria ed il valore dei singoli Calciatori arrivati in estate in questi due contesti, era ed è consapevole invece, che le due Società siano andate ad incrementare a livello numerico due rose drasticamente rivoluzionate tra un campionato e l'altro, incrementando molto meno il livello generale tecnico ed atletico dei due organici. Il salto di qualità è stato netto, questo sia chiaro, ma da qui a ritenere Casarano e Brindisi pronte ed attrezzate per il salto di Categoria, ce ne passa assai. Sono almeno cinque le formazioni con un organico nel complesso più completo, equilibrato e competitivo di quelli di rossazzurri ed adriatici. Bitonto, Foggia, Taranto, Audace Cerignola e Sorrento hanno allestito delle rose ancor più adeguate ed improntate per un torneo di vertice. Ed è per questo che non ci sentiamo di dare la croce addosso ai soli De Candia e Olivieri, proprio perché, quelle guidate dai due tecnici, non si potevano di certo definire delle "corazzate" e l'aver raccolto 14 punti in dieci gare De Candia e 15 in 11 Olivieri, poteva ritenersi un bottino soddisfacente e comunque non tale da giustificare un esonero. Senz'altro, all'ex Allenatore casaranese, si può imputare il fatto di non essere riuscito a dare un'identità chiara e precisa alla sua squadra, ma è altrettanto vero che alcune gare non si siano portate a casa a causa di un attacco decisamente abulico, composto da atleti, alcuni demotivati (Tiscione), altri irriconoscibili (Foggia, Russo), altri ancora inutilizzati (Iannone) o impiegati quasi sempre fuori ruolo (Balla). Insomma, le attenuanti ci sono eccome ed anche Olivieri non si può dire che disponesse di un reparto avanzato così prolifico, con evidenti lacune anche in mezzo al campo e nelle retrovie. Dati decisamente oggettivi che avrebbero presupposto la concessione di ulteriore tempo e fiducia a due uomini perbene, che tanto hanno dato ad entrambe le piazze e soprattutto avrebbero presupposto un'assunzione di responsabilità da parte di coloro i quali hanno costruito ed assemblato i due organici, generando troppe aspettative in due ambienti già di per se' storicamente "caldi" ed "esigenti". Ambizioni, in alcuni casi, idealizzate dai tifosi, non traducibili in concreto e che non hanno fatto altro che condizionare mentalmente determinati Calciatori che hanno risentito di fischi, critiche e contestazioni quando ancora si era ad inizio Stagione. Forse un esame di coscienza sarebbe onesto farlo, sinonimo di umiltà e competenza allo stesso tempo. Ma si sa che nel Calcio, (specie quello italiano), quando si pensa che le cose non vadano bene, a pagare è sempre l'Allenatore. Anche Casarano e Brindisi hanno scelto, legittimamente, di voler svoltare per quanto concerne la guida tecnica della Prima Squadra e a noi non resta altro che prenderne atto, continuare a valutare il rendimento stagionale di entrambe ed augurare buon lavoro a Leonardo Bitetto e Salvatore Ciullo; auspicando per loro che nelle prossime settimane, attraverso il lavoro, possano giungere i successi sperati dai due Club, senza che il limite costituito dalle evidenti carenze dei due organici vada a condizionare in futuro le scelte, le valutazioni ed i risultati di queste due gloriose compagini calcistiche pugliesi.