EDITORIALE TSD - Cesena, buona la prima. Ci si aspettava qualcosina in più da Modena e Avellino

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07.05.2019 20:30 di Salvatore Delle Donne   Vedi letture
EDITORIALE TSD - Cesena, buona la prima. Ci si aspettava qualcosina in più da Modena e Avellino

Terminata la regular season, è tempo di festeggiamenti e premiazioni. Dopo Lecco, Como, Arzignano, Pianese, Picerno e Bari, tocca al Cesena che a distanza di 231 giorni dal fallimento rivede la luce in fondo al tunnel, chiudendo in maniera definitiva il capitolo serie D e tornando tra i professionisti dopo un campionato lungo ed insidioso. Non è stato per nulla facile, i romagnoli hanno faticato e non poco ad avere la meglio su un Matelica mai domo, che ha avuto il merito di crederci fino in fondo portando la resa dei conti all'ultima giornata. Si sa, vincere non è mai facile, anche se ti chiami Cesena e hai dalla tua storia e blasone: il campionato dei romagnoli non inizia nel migliore dei modi, complice un ritardo di programmazione e una squadra che ha faticato più del dovuto a calarsi nella realtà dilettantistica, arrivando ad accumulare anche un ritardo di sette punti dalla vetta, prima della lenta risalita. Il merito è di Giuseppe Angelini, il cui futuro sembra essere lontano da Cesena - sebbene abbia centrato l'obiettivo, non ha mai convinto, finendo più volte sotto accusa per mancanza di gioco e cali di concentrazione della sua squadra che hanno rischiato di compromettere la promozione, archiviabile con molto anticipo e senza patemi se i bianconeri non avessero lasciato punti per strada contro squadre che non avevano più nulla da chiedere al campionato. Il merito è dei veterani Biondini, De Feudis e Agliardi, gente abituata a ben altri palcoscenici, che per amor del Cesena non ci ha pensato due volte a scendere nell'inferno della serie D. Così come lo straordinario pubblico del Manuzzi, presentatosi ai nastri di partenza con ben seimila abbonati (roba da fare invidia persino in serie A), e in massa sui vari campi di categoria. Il merito, più di tutti, è del patron Patrignani il quale si è impegnato in prima persona per trovare una cordata in grado di riportare il cavalluccio nel calcio che conta, mettendo il sigillo sul primo obiettivo che era tutt'altro che scontato. Chiedere ad Avellino e Modena, partite con i favori del pronostico alla vigilia ma "rimandate" allo spareggio. Non ce ne voglia nessuno, ma alla luce delle imponenti campagne acquisti, era lecito aspettarsi qualcosina in più da queste due squadre; contava soltanto vincere i rispettivi gironi ed in tal senso entrambe hanno steccato, riuscendo solo nel finale a ricucire il gap nei confronti di Lanusei e Pergolettese e a raddrizzare una stagione che sembrava alquanto compromessa fino ad un paio di giornate fa. E allora spazio agli ultimi novanta minuti, che decreteranno le ultime due squadre sicure di approdare in Serie C, nei quali Modena e Avellino avranno sicuramente tanto da perdere, dove a far la differenza saranno le motivazioni. Non resta che attendere l’epilogo finale di questa stagione ricca di colpi di scena. Come sempre sarà decisivo il campo più del blasone delle rispettive squadre, che potrebbe regalare gli ultimi sorprendenti risultati. Perché come insegna uno dei più grandi allenatori italiani “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.