EDITORIALE TSD - Acr Messina, tutto come previsto. Palermo, ti lanciamo una sfida: punteggio pieno a fine stagione. Gelbison difesa di ferro, esonerato l'allenatore. Ma perché?

04.11.2019 12:59 di Orazio Accomando Twitter:    Vedi letture
fotoFacebook Acr Messina
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In un editoriale precedente sono stato pesantemente attaccato dai tifosi dell'Acr Messina dopo aver espresso una mia idea sulla società guidata da Sciotto, a mio avviso, protagonista dell'ennesima stagione da cestinare, frutto di caos, mancata programmazione e gestione rivedibile. Voglio prima chiarire un punto: sono SICILIANO (scritto di proposito in maiuscolo), tifo le squadre siciliane e spero che tutte - anche se non è possibile - riescano a centrare i traguardi più prestigiosi. Però sono soprattutto un giornalista, che da anni segue la D e di conseguenza il percorso dell'Acr, ogni anno costruita per vincere, salvo poi ritrovarsi fuori dalla zona play-off e in piena crisi con la proprietà, come dimostra il finale dell'ultima stagione, quella dei mille cambi in panchina, di una squadra smantellata a gennaio e che ha salvato l'onore con la finale di Coppa Italia persa contro il Matelica. Accettiamo ogni forma di critica, non le offese - ma queste onestamente nemmeno ci toccano - ma cerchiamo di fare il nostro lavoro assolutamente in buonafede. Detto ciò. Non è passato nemmeno un mese da quell'editoriale e tutto ciò che era stato previsto si è prontamente verificato. Prima l'esonero di Obbedio, "reo - secondo la società - di non aver costruito una squadra all'altezza delle ambizioni della proprietà". Una settimana dopo l'addio con il preparatore atletico. Crisi culminata con l'umiliante sconfitta nel derby contro la Fc Messina (3-0 senza storia) e le dimissioni in massa dello staff dirigenziale e tecnico. Via tutti, resta solo la proprietà. Ufficialmente per "un gesto di responsabilità"...Buongiorno. Nulla contro la famiglia Sciotto, a cui va dato il merito di aver salvato il calcio a Messina un paio di anni fa, ma questo aspetto non può condizionare in eterno il loro percorso ai piedi del San Filippo. E adesso? Serve un allenatore, serve una dirigenza, servono certezze per giocatori chiamati da un ds che oggi non c'è, voluti da un allenatore che ha fatto le valigie. Per carità, si tratta di professionisti, ma questa è benzina su un fuoco che non accenna a placarsi. E' chiaro che il Palermo partiva nettamente favorito, e infatti sta rispettando le attese, ma 16 punti di distanza dopo sole dieci giornate meritano di far riflettere. 

Onore al Football Club e ad Arena, che in estate è stato ad un passo dal rilevare l'Acr, prima che Sciotto alzasse l'offerta. Onore a Costantino, che ha retto la pressione della gara decisiva per la sua panchina e l'ha preparata come si prepara una finale di Champions League. Il resto l'hanno fatto la qualità di Dambros e soprattutto Carbonaro, che in riva allo Stretto ha ritrovato una seconda giovinezza. 

Palermo. Applausi alla squadra di Pergolizzi. L'unica squadra in Italia ad aver vinto tutte le gare. L'en plein sembra essere alla portata, ma ovviamente è una sfida che lanciamo ad una squadra che ha la qualità per portare a termine l'impresa.Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Per il Palermo, al momento, il mare è un semplice bicchiere d'acqua. Le parole in simbiosi con i fatti, e viceversa.

Gelbison. Onestamente non sappiamo quale fosse l'obiettivo iniziale dei campani, ma esonerare un allenatore che per 7 giornate ha portato la Gelbison sulle pagine della cronaca sportiva Nazionale, come difesa meno battuta d'Italia, è alquanto sorprendente. Basti leggere i commenti dei tifosi, nettamente schierati con l'esonerato Martino

Foggia, Caronnese, Folgore Caratese, Cartigliano, Mantova e Tuttocuoio. A queste squadre va la palma di "squadra della domenica". 

I rossoneri hanno trovato continuità, pur senza brillare. In pieno stile Corda. Il contenuto più che la forma e vetta distante solo 1 punto. 

La squadra lombarda del girone A, dopo tanta fatica nella parte iniziale, sembra aver ritrovato se stessa. C'eravamo anche noi alla presentazione della Caronnese, e abbiamo ascoltato i progetti della società. Dopo i primi due mesi eravamo pronti a condannare e invece i 6 gol rifilati alla capolista Fezzanese dimostrano la qualità dei rossoblu. La buttiamo lì: sarà duello contro il Chieri della vecchia volpe Massimo Morgia.

La Folgore Caratese di Criscitiello merita solo applausi. La squadra è stata allestita per un campionato tranquillo eppure dopo dieci giornate è al quarto posto, dopo essere uscita indenne dalle sfide contro Pro Sesto e Seregno, corazzate costruite per ammazzare il campionato e che si contenderanno la C fino all'ultima giornata, in cui si affronteranno in uno scontro senza precedenti. 

Cartigliano capolista solitaria del girone C. Complimenti, perché vincere in casa dell'Union Clodiense segnando 3 reti non è roba da poco. Merita il primo posto. Attende la vera avversaria alla C. Per noi l'Adriese di Luca Tiozzo

Chapeau, Mantova! La rimonta pazzesca (da 0-2 a 3-2) contro il Mezzolara dimostra che è la più forte di tutte nel girone D. Solo il Mantova può perdere questo campionato.

Chiosa finale per il Tuttocuoio, ultima in classifica del girone E. 6 punti nelle ultime quattro, ovvero da quando Pietro Infantino si è seduto sulla panchina dei toscani. Ieri è arrivato il primo successo, 2-1 contro il Bastia. La salvezza non è più un'utopia.

Buon calcio a tutti.