Bari e Cesena hanno rispettato i pronostici. Modena e Avellino pensavano che sarebbe stata una passeggiata. Latina e Messina altre delusioni. Applausi per Como e Mantova

27.03.2019 20:43 di Orazio Accomando Twitter:    Vedi letture
Bari e Cesena hanno rispettato i pronostici. Modena e Avellino pensavano che sarebbe stata una passeggiata. Latina e Messina altre delusioni. Applausi per Como e Mantova

Qualcuno aveva pensato che vincere la serie D sarebbe stata una passeggiata. Come se bastasse avere dalla propria parte il curriculum o il peso della storia, o meglio ancora la rosa più forte e la spinta del tifo. Nobili decadute del calcio italiano, scottate da un'estate calda che ha fatto male soprattutto ai tifosi e all'orgoglio di piazze che con la serie D hanno poco a che vedere: Bari, Cesena, Avellino, Latina, Modena. Alle quali aggiungiamo di diritto squadre come Lecco, Mantova, Como, Taranto, Gela, Messina, che in D c'erano già prima ma che comunque sono abituate a ben altri palcoscenici. La serie D è roba seria e non tutti lo hanno capito. 

Pensiamo ad esempio al Modena. La scomparsa, la ripartenza verso un unico obiettivo: il ritorno tra i professionisti. E lo meriterebbe eccome la città, che ha sofferto ma ha reagito con dignità. I gialloblu sono costretti ad alzare la testa, a guardare chi sta sopra, la Pergolettese, una formazione che con merito sta dominando il girone D a + 6 sui canarini. C'è ancora lo scontro diretto di ritorno da giocare e il campionato più che aperto, ma trovateci uno che ha scommesso un euro su questa situazione di classifica nel momento clou della stagione. E' chiaro ed evidente, e lo sanno anche in società, che alcune scelte non hanno pagato. Come quella di esonerare Apolloni al giro di boa, quando nulla era precluso e quando probabilmente la squadra poteva ancora ritrovarsi dopo la campagna acquisti. La cura Bollini finora non ha dato l'esito sperato. 

Eppure il Modena ha le carte in regola per ribaltare la classifica. E' difficile ipotizzare lo stesso con l'Avellino, a - 7 dal Lanusei, capolista del girone G. I campani sono reduci da quattro successi di fila e l'entusiasmo dell'ultimo periodo potrebbe condizionare positivamente questo rush finale. Ma troppi i punti persi, con i lupi che troppo spesso sono sembrati agnellini, e meno volte del previsto hanno azzannato l'avversario. Il doppio successo, tra andata e ritorno, contro la capolista Lanusei deve aumentare il rammarico per ciò che poteva essere e che finora non è stato. E che non sarà mai per il Latina. Perché seppur con un organico sulla carta più debole qualitativamente rispetto all'Avellino, aveva le carte in regola per raggiungere i play-off, traguardo definitivamente sfumato visti gli 11 punti in meno dal quinto posto. 

Discorso simile per il Messina, che prosegue la corsa verso la salvezza, dopo aver gettato alle ortiche una stagione iniziata con ben altri obiettivi. Gente come Cossentino, Gambino, Genevier (andati via a gennaio), oltre ad Arcidiacono, dovevano trascinare quella che all'inizio era definita l'anti-Bari. I (soliti) problemi societari hanno influito eccome. Discorso che per certi versi accomuna il Gela, la squadra più altalenante dell'intero campionato. Stagione da dimenticare, soprattutto per quanto accaduto fuori dal campo, compresa la questione stadio.

Ma c'è chi i pronostici li ha rispettati eccome. Ci sono posti in cui l'amore e la passione hanno fatto la differenza. Il Bari ha vinto meritatamente il proprio girone. Manca solo l'aritmetica ma è questione di ore. Nettamente più forte di tutti, nettamente più concentrato di tutti, nettamente più affamati di tutti. Applauso ai biancorossi per la gestione della stagione. E ora lo sguardo al futuro, ad una serie C da preparare e un mercato (anche in panchina) che sarà mirato al doppio salto. 

Discorso estendibile al Cesena, padrone assoluto del girone F. Il momento di flessione (1 punto in 4 partite) è il prezzo da pagare dopo una stagione praticamente perfetta, resa competitiva solamente da un Matelica straordinario. Il +4 in classifica resta rassicurante ma guai ad abbassare la guardia. Lo stesso dicasi per il Lecco, che non ha mai avuto un avversario vero nel girone A, facendo un sol boccone di tutti.

Standing-ovation per Como e Mantova, le due lombarde che si stanno contendendo lo scettro di regina del girone B. Biancorossi avanti di 1 punto. La sensazione è che il testa a testa si deciderà all'ultimo secondo dell'ultima partita. Chapeau a queste due piazze che stanno entusiasmando i propri tifosi a suon di gol e grandi prestazioni. Perché la storia, solo quella, non può bastare.