Fino ad ora ho scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche; tuttavia, ritengo ormai inaccettabile quanto accaduto e, soprattutto, le modalità con cui l’intera vicenda è stata gestita.
Non sono a conoscenza dell’esatta dinamica dei fatti (come non lo è sicuramente anche il Presidente del Barletta) che certamente sarà stata riportata dall’arbitro nel referto ufficiale: se si sia trattato di una caduta accidentale dalle scale del tunnel oppure di un colpo ricevuto al volto con conseguente caduta all’indietro. Confido che quanto realmente avvenuto sia stato puntualmente documentato e refertato dall’ Arbitro.
Premesso ciò, desidero evidenziare alcuni aspetti fondamentali. In primo luogo, il codice relativo all’accesso in ospedale è di colore verde e non certamente bianco!!!! Tra l’ altro la dfiangosi è TRAUMA CRANICO MINORE POST-AGGRESSIONE FISICA. Ricordando a me stesso che non è solo una violazione in termini di diritto sportivo ma è punibile penalmente dalla nostra legge Italiana, visto che fortunatamente ci troviamo in Italia e non in Africa.
Diversamente, il Presidente del Barletta, non rivestendo il ruolo di Dirigente Accompagnatore, ha fatto ingresso sul terreno di gioco non appena è accaduto il fatto.
Ho cercato invano il Commissario di Campo, senza riuscire a rintracciarlo. Al fischio d’inizio del secondo tempo mi sono pertanto avvicinato al Presidente del Barletta, presentandomi come Presidente dell’Afragolese e chiedendo cortesemente di poter accedere al parcheggio e autorizzare gli steward ad accompagnare il sottoscritto in quanto il capitano era stato accompagnato presso l’ospedale.
Il Presidente del Barletta, con atteggiamento che ho percepito come poco collaborativo e sbrigativo, ha risposto testualmente: “Sto guardando la partita, non so come fare, non gestisco io gli steward”. A seguito di tale risposta, senza ulteriori polemiche, sono rientrato sugli spalti e ho assistito alla gara.
Successivamente mi sono recato presso l’Ospedale di Barletta, dove sono rimasto dalle ore 18.30, orario di arrivo, fino alle ore 20:30 (orario di uscita del calciatore) dopo apposita TAC e visita Neurologica.
Alla luce di quanto accaduto, sto seriamente valutando se presentare o meno formale ricorso alle autorità competenti, riservandomi ogni opportuna azione a tutela della società e dei propri tesserati, in quanto è sconfortante cercare di minimizzare gli accaduti.
Raffaele Mosca
