Grande partecipazione delle società della Serie D alla riunione svoltasi oggi a Roma. Il Consiglio del Dipartimento Interregionale coordinato da Luigi Barbiero, alla presenza del Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, del Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale Serie D Stefano Braschi, dei componenti del Dipartimento e del Segretario Mauro De Angelis, ha presentato il consuntivo della stagione passata e ha illustrato i progetti per l’attività in corso.
Uno dei punti cardine dell’incontro è stata la conferma dell’impiego obbligatorio dei tre under per le prossime due stagioni sportive: nel 2026/2027 le squadre dovranno schierare almeno un calciatore classe 2006, 2007 e 2008; nel 2027/2028 un 2007, 2008 e 2009.
Altro argomento interessante è stata la questione delle liberatorie. Le società partecipanti al Campionato di Serie D 2025/2026 devono, entro il termine perentorio del 31 gennaio 2026, depositare presso la Co.Vi.So.D., le dichiarazioni liberatorie attestante il pagamento a tutto il 31 dicembre 2025 in favore di calciatori e allenatori tesserati di quanto previsto dai contratti depositati. Ci si aspettava dalle società una proroga che però non ci sarà. Naturalmente se nessun calciatore o allenatore denuncerà la propria posizione irregolare, varrà ciò che dichiara la società.
Grandi novità anche nella questione della composizione dei gironi. La Serie D potrebbe cambiare volto. Dal campionato 2026/27 è infatti in discussione una riforma per la riduzione dei gironi da 9 a 8, promozione in Serie C attraverso i play-off e un nuovo modello pensato per rendere il torneo più competitivo e sostenibile. L’idea è chiara: ogni girone sarebbe composto da 20 squadre, per un totale di 160 club, con l’obiettivo di ridurre il numero complessivo delle società iscritte e snellire l’organizzazione del campionato. Le squadre campane, dunque, seguirebbero il raggruppamento con Puglia, Basilicata e Sicilia.
Nel corso della riunione si è approfondito anche il tema delle liberatorie e premi di preparazione per i ragazzi che provengono dalle scuole calcio. I premi di preparazione (ora “indennità/premi di formazione”) sono compensi FIGC per le società dilettantistiche che formano giovani calciatori (10-21 anni), dovuti al primo tesseramento pluriennale, contratto da professionista o contratto di lavoro sportivo con un altro club. L’importo dipende da categoria, durata del tesseramento e valore base annuale.
Uno sguardo anche alla sottoscrizione dell’Accordo collettivo da parte della LND e la relativa costituzione e del Collegio Arbitrale per derimere le questioni economiche tra società e direttori abilitati. Ad oggi purtroppo non c’è un organo della FIGC, già istituito per calciatori e allenatori, dove ricorrere per le controversie di natura economica. Il Presidente dell’ADICOSP, Alfonso Morrone, si sta battendo per l’approvazione della bozza di accordo collettivo per la regolamentazione dei rapporti di lavoro sportivo in ambito dilettantistico. La LND è propensa in tal senso, con il benestare del Presidente Abete che oggi ha dichiarato che il passo per la formazione del collegio arbitrale è breve.
«Voglio ringraziare tutti per questa presenza numerosa e qualificata che dà lustro al nostro Dipartimento – ha commentato Barbiero – Con le società c’è un percorso condiviso, tutte le scelte sono frutto di un dialogo continuo nell’intento di poter sempre migliorare in quello che facciamo. La Serie D è la frontiera del professionismo, un campionato che nelle difficoltà ha mostrato grande maturità creando i presupposti per una realtà ancora più sana, attenta alla gestione economica e alla valorizzazione dei giovani. Proprio su quest’ultimo tema voglio ricordare che, nonostante l’abolizione del vincolo, siamo il campionato che fa giocare più giovani in Italia. Merito anche di Giovani D Valore, iniziativa che ha raccolto tanti consensi e i cui contributi sono raddoppiati grazie al sostegno del Presidente Abete. Senza dimenticare il lavoro svolto dalla Rappresentativa che continua a lanciare tanti ragazzi sui grandi palcoscenici. Invito inoltre le società alla massima attenzione sul tema del Safeguarding: è un obbligo di legge e un dovere morale per la tutela dei minori e dei tesserati. È un ambito in cui bisogna avere il massimo rigore così come quello della salute degli atleti».
Rossella Sambuca, tuttoseried.com
