Sono trascorsi 1283 giorni, giorno più giorno meno, da quando questa cordata ha rilevato la Nocerina.
Come la famosa canzone di Gino Paoli, all’inizio erano quattro amici al bar più due procacciatori.
L’idillio però è durato un anno.
In sella rimangono in due, che provano a costruire qualcosa d’importante e, la prima annata, (ricordiamo che hanno rilevato la società quasi alla fine) li vede festeggiare una salvezza che ha del miracoloso o quasi per come si era messa la gara spareggio.
L’anno dopo, con una squadra allestita da più persone ed a più riprese, invece arrivò seconda a sedici lunghezze di distanza, vedendo festeggiare un paese limitrofo.
Lo scorso anno, ci si affida ad un vecchio marpione del calcio, Cosimo D’Eboli, vincitore di diversi campionati di categoria e artefice di diverse salvezze miracolose in lega pro.
Si parte alla grande con un’ottima squadra e si primeggia fino a dicembre. Li inspiegabilmente, (o forse no), invece di puntellare una squadra col vento in poppa la si indebolisce, con cessioni cervellotiche, discutibili e dannose. Questione di …. feeling?
Anche qui il campionato lo vincono altri, mentre la Nocerina vince i play off. Vittoria che serve come l’acqua per friggere il pesce.
A fine stagione arrivano i primi procalmi: manterremo l’ossatura della rosa e la rinforzeremo per vincere. Risultato? Scappano via tutti. Questione di …. feeling?
Il direttore sportivo viene confermato giustamante, ed allestisce una squadra con calciatori di nome anche importanti, purtroppo però, il campo ne decreta l’arrivo da reparti di geriatria e ortopedia di ospedali limitrofi.
Di nuovo c’è anche il preparatore atletico, nome altisonante degli anni che furono. Risultato? Infortuni muscolari a ripetizione.
Insomma è stato un crescendo di disastri, dal campo (con annesso cambio allenatore); diversi acquisti rotti; infortuni in serie; per finire agli acquisti low cost serviti per tamponare i molteplici e ripetuti infortuni muscolari, che arrivano già infortunati o si infortunano dopo qualche allenamanto con il famoso preparatore di cui sopra. Insomma un vera e propria ecatombe.
MORALE
Il d.s. scompare dai radar alle prime avvisaglie di contestazione. Questione di …. feeling?
L’addetto stampa lascia di punto in bianco. Questione di …. feeling?
Infine il silenzio stampa, nato (ma questa è solo una scusa campata in aria) quando qualche collega (come già successo in passato) ha semplicemente snocciolato la verità senza filtri, verità che ovviamente è risultata scomoda a tal punto da staccare la spina agli altoparlanti e cucire la bocca a tutti.
In tutto questo bailamme, ci si è dimenticati però di una cosa fondamantale: la Nocerina è una società ultra centenaria e per i propri sostenitori è una fede. Per questo e non solo, merita assolutamente di essere trattata con rispetto e accuratezza.
Invece sembra proprio che sia diventata una proprietà esclusiva degli attuali “padroni” i quali, a più riprese, hanno sfidato non senza impudenza l’intera tifoseria rossonera.
Inevitabile che il malcontento nel frattempo sia aumentato a dismisura, tanto che l’unico tema di discussione tra i tifosi in questo momento è: disertare, o presenziare e contestare?
Di certo il muro contro muro non fa bene a nessuno, ma se è vero che la società può gestire come meglio crede il sodalizio, dall’altra è giusto che nel rispetto delle regole e con senso di responsabilità, i tifosi contestino il loro operato il quale, al netto di tutte le chiacchiere, è onestamente deficitario rispetto ai proclami fatti.
Chissà che la magia del Natale, non possa rasserenare gli animi, ricompattare le parti per cercare di provare a vincere, visto che i punti dalla battistrada sono soltanto sei con diciannove partite da giocare.
Questione di …. feeling?
Lorenzo Orefice
TuttoserieD.com
