Oggi parte la nuova avventura della Paganese 1926, con la presentazione ufficiale del direttore sportivo Antonio Bocchetti. L’ex difensore azzurrostellato, torna a Pagani per ricoprire un ruolo dirigenziale che già lo aveva visto protagonista subito dopo aver dismesso gli scarpini, sempre alla Paganese, nel 2017. Ma la notizia che scuote la tifoseria, nella stagione del centenario, è il “tentativo di mettere il bavaglio” alla stampa locale, da parte della società azzurrostellata.
Un elenco di colleghi giornalisti, non pubblico, che risultano essere non graditi, nei quali figurano Carmine Torino e Peppe Nocera, e di fatto esclusi dalla presentazione odierna. Due professionisti che nella città di Sant’Alfonso non hanno bisogno di presentazione, così come è indiscutibile il loro attaccamento viscerale alla maglia azzurrostellata.
Una situazione difficile con la stampa che si trascina da qualche mese, che coinvolge anche altri cronisti, che si auspicava fosse definitivamente accantonata con la fine della stagione sportiva appena conclusa.
Fare calcio in una piazza storica ed ambiziosa come Pagani non è semplice e di sicuro non è come farlo in piccole realtà territoriali senza ambizioni e storia. Questo espone a critiche, che magari altrove non ci sono, ma le critiche possono aiutare a crescere, a migliorarsi. Illudersi o richiedere che la stampa sia accondiscendete non giova ed è impossibile quando coinvolge la passione e la fede di migliaia di persone.
Speriamo che tutto ritorni presto nei canoni della leale e pacifica convivenza, per il bene della Paganese e per arrivare al centenario tutti uniti.
La solidarietà nostra va a tutti i colleghi coinvolti in qualche modo in questa triste vicenda. In particolare al nostro redattore Carmine Torino, che ha speso la sua esistenza per la “Stella”, ricoprendo in passato ruoli di rilievo anche in seno alla società. Lo ricordiamo infatti collaboratore e poi vice presidente del sodalizio all’epoca della gestione Lombardi. E poi per le tante volte che ha prestato la voce per raccontare le gesta della sua Paganese, che resta il patrimonio dell’intera comunità alfonsiana.
Francesco Cuomo
